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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
La piscina valorizza l’abitazione creando un piacevole effetto estetico nel giardino. Per questo motivo è indispensabile, oltre a mantenere l’acqua sempre pura e cristallina, anche pulire la piscina ed i suoi accessori da depositi che possono diminuirne la bellezza e l’attrazione. Con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno dobbiamo preoccuparci di preparare al meglio la piscina per la chiusura invernale, in modo da avere in primavera una piscina pronta all’uso in tempi molto brevi e con il minimo sforzo. Ci sono essenzialmente 2 metodi per chiudere la vostra piscina:- Non coprirla con un apposito telo invernale - Coprirla con un apposito telo invernale Se non coprite la vostra piscina per la chiusura invernale, a primavera sarà piena di foglie, sabbia, insetti, rane e altri animali, si sporcheranno notevolmente piastrelle, rivestimento, skimmer e quant’altro (ricordando che ciò contribuisce all’usura della vostra piscina). Con conseguente notevole mole di lavoro per ripulirla a primavera Perciò è sconsigliato effettuare questo tipo di chiusura. Se invece deciderete di coprire la vostra piscina sarete sicuri di trovare la piscina a primavera come l’avete lasciata ad autunno, è consigliato procedere alla copertura quando la temperatura è al di sotto dei 15° C e di riaprirla non appena la temperatura sale al di sopra di questa soglia, sotto questa soglia di temperatura la proliferazione delle alghe è molto rallentata, se non nulla con temperature sotto i 5° C. In entrambi i casi sopracitati si effettueranno le stesse procedure per mettere a riposo la vostra piscina, ossia:
1. Verificare che l'acqua della piscina sia perfettamente limpida, se non lo fosse conseguire questo risultato con le operazioni di cui sotto 2. Fare un energico e prolungato controlavaggio del filtro, 3. Pulire i cestelli degli skimmer, 4. Pulire il cestello del prefiltro della pompa, 5. A pompa in moto e valvola multivie posizionata su "Ricircolazione" (in cui l'acqua viene ricircolata senza attraversare il filtro), immettere in vasca i seguenti prodotti avendo cura di far trascorrere un paio d'ore tra un prodotto e l'altro: - una dose di correttore di pH per portarlo tra 7,2 e 7,4; - una dose d’urto di dicloro granulare - una dose di svernante 6. far circolare per alcune ore al fine di ottenere una perfetta distribuzione di tutti i prodotti immessi. Stabiliamo, inoltre, un altro principio fondamentale, la piscina va sempre conservata piena d'acqua e l’acqua va adeguatamente trattata Se si è in zona con rischi di forti gelate è bene abbassare il livello dell'acqua sotto gli skimmer, mettervi all’interno delle bottiglie d’acqua appesantite con dei sassi e con il tappo (in modo che se si dovesse formare del ghiaccio andrà a premere maggiormente nella plastica piu debole, cioè la bottiglia, piuttosto che sulle pareti del vostro skimmer, rischiando di creparle) e svuotare le relative tubazioni, chiudere la valvola della presa di fondo e delle bocchette, svuotare il filtro dall’acqua che congelando aumenta il proprio volume e può rompere il vostro filtro. Mettere sulla superficie dell'acqua dei pezzi di polistirolo espanso o altri corpi flessibili in grado di ammortizzare la spinta che potrà operare contro le pareti l'eventuale formazione di una lastra di ghiaccio sulla superficie dell'acqua, e procedere alla copertura della piscina con apposito telo invernale. Se si è in zona dove questi timori non vi sono, riempire d'acqua la piscina fino al livello massimo possibile, immettere i prodotti chimici come già visto sopra e stendere sulla superficie della vasca il telo di copertura, a metà inverno ripetere l'immissione dei prodotti chimici. In questo modo la piscina e l'acqua in essa contenuta saranno perfettamente preservate. In ogni caso è vivamente consigliato svuotare l’impianto dall’acqua (pompa, filtro e tubazioni), chiudere tutte le valvole e togliere l’alimentazione elettrica dal quadro generale, così da essere certi di aver messo a riposo il vostro gruppo filtrante nel miglior modo possibile. Sconsigliamo di lasciare la piscina vuota perché questo comporta diversi rischi: - Innanzitutto si viene a creare uno squilibrio negli assetti statici del suolo tra il terreno circostante ed il vuoto della vasca, che comporta rischi di cedimenti.
- Se essa è rivestita internamente con mosaico o piastrelle, questi materiali con il freddo si possono distaccare.
- Se è rivestita con tessuto di PVC, questo col freddo si indurisce e si infragilisce, il colore si opacizza, inoltre, le foglie che vi cadono dentro, con l'acqua piovana marciscono e macchiano in maniera irreversibile il fondo.
- Se non si è provveduto prima a rimuovere tutte le incrostazioni e la sporcizia presenti sulle pareti e sul fondo, queste si induriscono a tal punto che poi sarà molto più difficile rimuoverle.
- Cosa accade se lasciamo la piscina piena d'acqua, senza coprirla, senza fare trattamenti chimici costanti e senza far funzionare abitualmente l'impianto di filtrazione? - L'equilibrio statico non viene alterato.
- Le piastrelle di rivestimento non risentono del freddo, come pure non ne risente l'eventuale tessuto in PVC, (per il gelo vedremo a parte).
- Incrostazioni e sporcizia restano morbide ed asportabili.
- L'acqua della vasca diventa una pozzanghera, foglie, polvere, (che poi diventerà fango), insetti, piccoli animali ed alghe la invaderanno, per non parlare del rischio che qualcuno vi finisca dentro inavvertitamente.
- Alla riapertura estiva la piscina andrà svuotata con una pompa sommergibile, (non impiegare la pompa della piscina per questo lavoro), ma siccome qualsiasi pompa non riuscirà mai a prosciugarla totalmente, gli ultimi centimetri d'acqua, (che corrispondono ad alcune migliaia di litri), li dovrete togliere a mano. - Dopo di che inizia il lavoro di pulizia vero e proprio, buon divertimento!
LE COPERTURE INVERNALI
 Teli ve ne sono di tanti tipi, purtroppo a tutt'oggi la tecnologia non ci ha ancora fornito soluzioni veramente risolutive, tutti hanno dei pro e dei contro, pertanto bisogna scegliere tra quelli che attualmente il mercato offre, la soluzione più adatta al nostro caso ed alle nostre aspettative, valutando appunto i pro ed i contro di ciascuna soluzione, con particolare riferimento alla disponibilità di acqua ed all'eventuale esigenza di doverla conservare o meno anche per la prossima stagione. Il nostro network consiglia l'ultilizzo di coperture invernali realizzate con telo impermeabile all'acqua ed ai raggi UV sostenuto da tiranti elastici o da tubolari perimetrali che vengono riempiti d'acqua. Con questo sistema l'acqua sottostante viene perfettamente preservata e può essere reimpiegata nella prossima stagione balneare.
La piscina valorizza l’abitazione creando un piacevole effetto estetico nel giardino. Per questo motivo è indispensabile mantenere l’acqua sempre pura e cristallina. Ogni piscina dispone di un impianto di filtrazione, che è il principale mezzo di pulizia della vostra acqua. Il cuore del vostro impianto è il filtro, esso come dice la parola stessa, filtra l’acqua trattenendone le impurità presenti nella stessa e, assieme ai prodotti chimici, terrà la vostra acqua sempre pura e cristallina. Esistono principalmente tre tipi di filtro per il vostro impianto e sono:
- Filtro a sabbia - Filtro a diatomee - Filtro a cartucce
Ora vedremo le caratteristiche di questi tipi di filtro, con vantaggi e svantaggi che ne conseguono.
FILTRO A SABBIA
Il filtro a sabbia è un semplice contenitore, a forma più o meno sferica, che è parzialmente pieno di sabbia di silicio, quarzo, o sabbia vetrosa che può essere monostrato o multistrato qualora venga disposta a vari strati con diverse granulometrie. Qualità di filtrazione sull’ordine di decine di microns. Funzionamento: L' acqua sporca spinta dalla pompa, passa dalla valvola multivia prima di entrare nel filtro attraverso il ripartitore superiore. Passa quindi, dall'alto in basso attraversa la sabbia depositando le impurità che contiene. L'acqua filtrata, attraversa lo strato di sabbia per uscire dal collettore inferiore e ritornare nella piscina, ripassando dalla valvola multivia. Pulizia: Il manometro permette di visualizzare la perdita di carico all'interno del filtro, quindi il suo progressivo intasamento. Il lavaggio del filtro si segue facendo passare dall'acqua controcorrente fino a quando essa non esce perfettamente pulita. Dopodichè bisogna sciacquare bene anche la parte comune di canalizzazione, per evitare di rimandare nella piscina un po' di acqua sporca. Consultare manuale controlavaggi presente nel nostro blog.
Vantaggi Filtro a sabbia: - Longevità del prodotto - Semplicità di utilizzo e una manutenzione poco frequente - Costi quasi nulli di manutenzione (salvo danni o riparazioni) - Il letto filtrante ha una durata da 3 a 5 anni.
Svantaggi Filtro a sabbia: - Capacità di filtrazione leggermente inferiore agli altri filtri.
FILTRO A DIATOMEE Il filtro a diatomee è un semplice contenitore, a forma più o meno cilindrica, che è parzialmente pieno di diatomee. Qualità di filtrazione sull’ordine di unità di microns.
Funzionamento: Le diatomee sono alghe marine unicellulari, caratterizzate da un elaborato esoscheletro siliceo. Invece di secernere calcare, le Diatomee secernono silice che forma incrostazioni scure nell'involucro trasparente, incrostazioni così minute che le Diatomee servono come standard per graduare i microscopi. La farina fossile ricavata dai giacimenti più antichi viene usata anche, tra l’altro, nella produzione della dinamite e per la raffinazione dello zucchero. Il diametro delle diatomee varia da meno di 4 micron a circa 50-60 micron. Per la filtrazione si utilizza farina fossile, silice amorfa di origine organica proveniente dagli scheletri di diatomee depositatisi, in milioni di anni, sul fondo del mare ed emersi, con gli sconvolgimenti geologici, in imponenti giacimenti oggi sfruttati. Nei filtri la farina fossile viene distribuita uniformemente su supporti di vario tipo (tela, ceramica, polipropilene, ecc.) e di varia forma, in genere candele o dischi, in uno strato di due-tre millimetri. In genere si utilizza circa 1 Kg di materiale per metro quadro di superficie filtrante. L’acqua, passando attraverso lo strato di farina fossile, viene filtrata e riconvogliata in piscina. La granulometria delle diatomee, ridotta rispetto a quella della sabbia, già di per sé basterebbe a garantire una migliore qualità di filtrazione. Questa qualità viene resa eccellente da una proprietà particolare delle diatomee stesse: la porosità. Questa proprietà deriva dalla struttura del microrganismo di alcune specie particolari di diatomea, costituita da microscopici fori attraverso i quali l’acqua viene ulteriormente filtrata. La farina di diatomee, infatti, oltre a garantire una finezza di filtrazione ineguagliabile in grado di trattenere alghe, polveri, pollini ed anche alcuni batteri, è in grado di svolgere una funzione schiarente grazie al potere di attrazione elettro-chimico della superficie, che arriva a catturare grassi allo stato colloidale. L' acqua diverrà invece trasparente e brillante con il classico effetto scintillio di un acqua filtrata con il sistema a diatomee.
Pulizia: I filtri a diatomea non vengono puliti attraverso un normale controlavaggio, ma è necessario smuovere il letto di diatomee con una certa periodicità (ogni 4-6 ore) e sostituirlo integralmente una volta che ha perso la capacità filtrante poiché lo sporco ha otturato tutti gli spazi, ogni 7-15 giorni. Il filtro viene scaricato dal fondo, lavato e ricaricato con una nuova dose di diatomea. La necessità di svolgere questa operazione, il costo aggiuntivo della diatomea e la cura che questi filtri richiedono nella disinfezione dell’acqua (una giornata con 0.5 ppm di cloro in vasca può portare ad un improvviso impaccamento del letto filtrante ed alla successiva necessità di provvedere immediatamente alla sostituzione) ha fatto si che questo sistema non abbia potuto diffondersi come meritava e che molti gestori si trovino in difficoltà con questo tipo di filtri.
Vantaggi del filtro a diatomee:
- Miglior sistema di filtrazione - Minor consumo elettrico.
Svantaggi dei filtri a diatomee: - Non sopporta la minima negligenza nella manutenzione dell'acqua e della pulizia della piscina. Le conseguenze sono immediate: intasamento rapido della massa filtrante e ,nei casi gravi, in un operazione manuale di pulizia dei supporti e degli elementi interni. - Costante ricambio e manutenzione delle diatomee (giornaliero) - Costi per l’acquisto delle diatomee da cambiare. - La diatomea è un rifiuto speciale che non si può buttare nella normale spazzatura.
FILTRO A CARTUCCIA Il filtro a cartuccia è un semplice contenitore, a forma più o meno cilindrica, avente al suo interno un filtro a cartuccia intercambiabile. Qualità di filtrazione sull’ordine di unità di microns.
Funzionamento: Il principio di funzionamento della cartuccia è molto simile a diatomee. Non necessita di alcun collegamento fognario e offre il massimo di superficie filtrante con il minimo ingombro. Questa superficie di filtrazione largamente dimensionata, assicura una circolazione molto lenta, ossia venti volte più lenta rispetto il filtro a sabbia. La cartuccia diventa difficile da pulire solo se la si lascia incrostata ad oltranza.
Pulizia: Se ben dimensionati, consentono dei cicli di filtrazione relativamente lunghi e, quando la capacità di ritenzione diminuisce, è sufficente rimuovere la cartuccia e pulirla con un getto d'acqua a pressione evitando in tale modo, uno spreco notevole d'acqua. Sono equipaggiati di manometro, spurgo manuale e tappo di scarico.
Caratteristiche: Gli elementi filtranti della cartuccia, sono muniti di giunti di fissaggio che permettono un funzionamento ottimale, assicurando una lunga durata: inoltre la disposizione a ventaglio delle pieghe delle cartucce, massimizza la loro capacità filtrante, facilitando la pulizia. Questo sistema consente di realizzare filtri di ridotto ingombro, poiché la superficie di filtrazione non è data dal diametro del filtro stesso, come nei filtri a sabbia, ma dalla superficie estesa delle cartucce, che pieghettate come sono riducono notevolmente il proprio volume. Con i filtri a cartucce è possibile ottenere una elevatissima qualità di filtrazione, poiché sono in grado di trattenere particelle di dimensioni di pochissimi micron. Hanno per contro l’inconveniente che l’unico modo possibile per pulire le cartucce è quello di estrarle dal filtro e lavare con un getto di acqua, facendo attenzione a passare bene attraverso le singole pieghe e, periodicamente di pulire con specifici prodotti a base acida abbastanza costosi. A seconda della grandezza e della portata del filtro questa operazione va eseguita una volta ogni 2 – 7 giorni. La possibilità che una notevole quantità di impurità possa ostruire le cartucce al punto da non renderne più possibile la pulizia ha spesso frenato la diffusione di questo tipo di filtri.
Vantaggi del filtro a cartuccia:
- Semplicità d’impiego - Ottima qualità di filtrazione - Ingombro notevolmente ridotto - Non necessita di scarico diretto in fognatura
Svantaggi del filtro a cartuccia:
- Costi elevati nei ricambi di cartucce.
COME MANTERE PULITA LA TUA PISCINA
PULIZIA DEL FILTRO A SABBIA La piscina valorizza l’abitazione creando un piacevole effetto estetico nel giardino. Per questo motivo è indispensabile, oltre a mantenere l’acqua sempre pura e cristallina, anche pulire la piscina ed i suoi accessori da depositi che possono diminuirne la bellezza e l’attrazione. Per la pulizia quotidiana vengono utilizzati robot e/o scopa aspirafango, ma non dimentichiamo che il fango aspirato, assieme allo sporco superficiale aspirato dallo skimmer, si deposita nel letto filtrante del vostro filtro. Per sapere quando il vostro filtro và pulito è necessario consultare la pressione di esercizio, indicata nel manometro del filtro, solitamente si procede a suddetta pulizia quando la pressione è uguale o superiore a 1,2 BAR, tuttavia è comunque consigliato effettuare la pulizia almeno 1 o 2 volte al mese.
PULIZIA DEL FILTRO MEDIANTE CONTROLAVAGGIO Come sopra citato, la pulizia del filtro avviene mediante un prodimento chiamato controlavaggio, ossia viene invertito il flusso dell’acqua dentro il vostro filtro, così da rimuovere le impurità depositate nel letto filtrante, e convogliarle direttamente allo scarico. Il controlavaggio è il sistema col quale avremmo la possibilità di pulire il filtro e quindi il letto filtrante all’interno dello stesso.
Effettuate i controlavaggi periodicamente non meno di una volta al mese per garantire l’efficacia del letto filtrante del filtro.
Procedere posizionando la valvola multivia in controlavaggio seguendo le istruzioni sull’utilizzo della stessa (sottocitate).
Lasciar funzionare l’impianto per 5 minuti circa osservando dal vetrino d’ispezione di scarico la quantità di residuo presente nel letto filtrante; e conseguente qualità e limpidità dell’acqua che andrà via via aumentando Procedere posizionando la valvola in risciacquo per 1 minuto circa (sempre seguendo le istruzioni). Riposizionare la valvola in posizione di lavaggio e procedere a reintegrare in piscina l’acqua scaricata nell’operazione di lavaggio del filtro
UTILIZZO DELLA VALVOLA MULTIVIA La valvola selettrice generalmente è a 3 o a 6 vie. Come intervenire sulla valvola selettrice multivia:
Ogni qualvolta si necessiti di cambiare la posizione della valvola bisogna: Arrestare l’impianto mediante apposito interruttore. Spostare la valvola nella posizione desiderata (esercitando una leggera pressione sulla maniglia) Riavviare l’impianto mediante apposito interruttore.
Le posizioni della valvola sono generalmente: -filtrazione: posizione standard, l’acqua viene aspirata,filtrata, e rimandata in minipiscina -scarico: l’acqua viene aspirata dalla pompa e mandata in scarico -chiuso: l’acqua non passa per la multivalvola, utilizzata per il lavaggio del cestello-pompa. -controlavaggio: l’acqua viene aspirata e mandata in scarico assieme allo sporco presente -ricircolo: l’acqua viene aspirata e mandata in minipiscina senza essere filtrata -risciacquo: serve dopo il lavaggio per ripristinare il letto filtrante
N.B. Ricordiamo che la pulizia del filtro non sostituisce la pulizia ordinaria della piscina ne tantomeno l’uso dei prodotti chimici
PULIZIA MEDIANTE ROBOT
La piscina valorizza l’abitazione creando un piacevole effetto estetico nel giardino. Per questo motivo è indispensabile, oltre a mantenere l’acqua sempre pura e cristallina, anche pulire la piscina ed i suoi accessori da depositi che possono svilirne la bellezza e l’attrazione. Questo è il caso del cosiddetto fango,che si forma sul fondo della vostra piscina, il miglior strumento per la vostra piscina è il robot automatico, ottimo e molto comodo.
DIVERSI TIPI DI ROBOT:
Tutti i robot si distinguono principalmente in due categorie, quelli per piscine sotto i 12 metri di lunghezza e quelli per le piscine superiori ai 12 metri di lunghezza. Esistono poi molti tipi di robot, con caratteristiche differenti. I più semplici, monomotore puliscono esclusivamente il fondo della piscina, si muovono automaticamente fino a pulire interamente tutto il fondo della piscina.
Poi ce ne sono di più articolati, sempre monomotore, con la possibilità di pulire anche le pareti e la linea d’acqua, anch’essi automatici ed alcuni programmabili in 2 cicli, rapido o standard. Altri monomotore ancora con un design innovativo, dotati di telecomando per poter spostare il robot a proprio piacimento, sistema anti-attorcigliamento del cavo, spia sensore che indica che il sacchetto di filtrazione è pieno, nonchè tutte le altre funzioni citate nei primi due tipi di robot. Infine ci sono i robot bimotore, che filtrano addirittura le alghe, provvisti di telecomando, sistema infrarossi per evitare gli ostacoli, solitamente utilizzato negli impianti pubblici.
Tutti i robot sopra citati sono principalmente dotati di:
- sacchettino di raccolta (chiamato mutanda o calza) - alimentatore trasformatore (può essere 12 o 24 V) - cavo di collegamento robot – alimentatore
Poi ne esistono altri ancora a batteria, quindi senza la necessità del cavo, e quindi di problemi di distanza, si ricaricano e si immergono direttamente in piscina.
UTILIZZO DEL ROBOT:
L’utilizzo del robot è molto semplice. Prendete il vostro robot, immergetelo in piscina tenendolo capovolto (con i rulli verso l’alto), non appena sarà pieno d’acqua e quindi smetteranno di uscire bolle d’aria, capovolgetelo nuovamente (con i rulli verso il basso) e lasciatelo, cosicché scenda fino a toccare il fondo. Ora collegate il cavo del robot all’alimentatore/trasformatore, collegate quest’ultimo all’allacciamento elettrico e avviate con tasto power. Per toglierlo effettuate la procedura inversa, prestando attenzione a tirare delicatamente il filo per far riemergere il robot.
PULIZIA DEL ROBOT:
Anche la pulizia del robot è molto semplice. Prendete il robot, capovolgetelo (con i rulli verso l’alto), sganciate le clip di fissaggio, così da estrarre la calza di filtrazione, una volta rimossa procedete a lavarla, sciacquare quindi accuratamente con acqua corrente, per poi lavarla con acqua non superiore a 40° C Mettete ad asciugare la calza, e una volta asciutta procedete a rimontarla. La calza va acquistata nuova circa ogni 2/3 anni, ovviamente questa è una stima in quanto dipende dall’utilizzo e dalla cura che si ha della stessa. Come avrete sicuramente capito il robot è molto comodo, facile da utilizzare e da pulire. Fa risparmiare molto tempo, avendo un risultato anche migliore della pulizia manuale, ha bassi consumi e minime spese (solo la calza da cambiare), e per questo è considerato il miglior pulitore per la vostra piscina.
COS’E’ E COME FUNZIONA.La piscina valorizza l’abitazione creando un piacevole effetto estetico nel giardino. Per questo motivo è indispensabile, provvedere a mantenere l’acqua sempre pura e cristallina, nonché igienicamente adatta alla balneazione. Il primo elemento di sterilizzazione come ben sappiamo è il cloro. Da sempre il cloro è stato introdotto manualmente in piscina, che sia in forma liquida, granulare o a pastiglioni, richiedendo un aggiunta del prodotto mancante quantomeno settimanale, nonché una verifica giornaliera. ELETTROLISI: Fra i sistemi automatici di disinfezione, uno dei più diffusi è senza dubbio l'elettrolisi del sale . L’elettrolisi al sale è indubbiamente un sistema di disinfezione molto efficace e comodo, in quanto sarà sufficiente aggiungere del sale nell’acqua della vostra piscina a inizio stagione, risparmiando tempo da dedicare alla vostra piscina e, ovviamente, denaro, in quanto non sarà più necessario acquistare ipoclorito, dicloro, tricloro o qualsiasi altro prodotto primario normalmente utilizzato. Al contrario di quanto molti sostengono, non si tratta di un sistema alternativo alla clorazione, bensì un modo diverso di produrre cloro. La disinfezione è la più classica possibile, ma la produzione di cloro si ottiene attraverso un procedimento di scissione della molecola di cloruro di sodio (il sale) ottenendo quindi ipoclorito di sodio (agente disinfettante) ed altri sottoprodotti (cloro gas, acido cloridrico ecc.). PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO: Il principio di funzionamento è relativamente semplice: viene scissa la molecola di cloruro di sodio (sale, appunto) attraverso il passaggio (dell’acqua salata) all’interno di un campo magnetico (anodo e catodo), in questo modo si produce acido ipocloroso e cloro gas, (l'acido ipocloroso è l'agente disinfettante, ed è lo stesso composto che si ricava dai classici pastiglioni di tricloro oppure dall'ipoclorito di calcio o dal dicloro). Da qui si capisce bene che chi ritiene di non impiegare cloro per la disinfezione, si sbaglia di grosso, perchè si ricava in modo differente, ma è sempre il cloro che svolge la funzione di disinfezione. Perchè il sistema funzioni è necessario che nell’acqua della vasca sia presente sale (cloruro di sodio) in una concentrazione compresa normalmente fra 3 e 6 grammi/litro (questo valore dipende dalle indicazioni del produttore dell’apparecchio), e che questa concentrazione venga mantenuta aggiungendolo periodicamente, e verificandola ogni volta che si procede a immissione di acqua nuova, a seguito dei controlavaggi del filtro o a parziali svuotamenti della vasca. La produzione di acido ipocloroso è costante (a condizione di mantenere corretta la concentrazione di sale), per cui il sistema è consigliato esclusivamente per piscine che abbiano un carico di inquinamento organico abbastanza costante, e se ne sconsiglia l'uso su piscine pubbliche o semipubbliche, per la necessità di continui aggiustamenti manuali che si rendono necessari per il variare continuo del numero dei bagnanti. E' vero che alcuni modelli presentano anche una funzione chiamata “superclorazione”, ma rimanendo costante la concentrazione di sale in acqua, la produzione si differenzia troppo poco per essere efficace ed evitare la necessità di integrazioni con trattamenti a base di dicloro o ipoclorito di calcio. Va quindi ricordato che sarà comunque sempre necessario provvedere ai trattamenti shock con i normali prodotti a base di cloro stabilizzato o ipoclorito di calcio. Un fattore non trascurabile, è la necessità di un costante controllo e regolazione del pH, perchè l'elettrolisi tende sempre ad aumentare in modo considerevole il suo valore (a causa del consumo di ioni idrogeno). Per questa ragione molto spesso all’apparecchio di elettrolisi viene abbinato anche un dosatore di Ph. N.B. Ricordiamo che è comunque
- Stabilizzante di ph (qualora necessario)
- Antialga
- Flocculante (qualora necessario) - PH Minor
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Vantaggi
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Svantaggi
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Risparmio di tempo e denaro
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Necessità di accessori adatti a resistere alla salinità
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Minore concentrazione di cloro in acqua
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Occorre "salare" l'acqua
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Disinfezione automatica e regolare
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Concentrazione di cloro costante e necessità di aggiunte manuali per esigenze maggiori
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Buon confort per i bagnanti
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Eliminazione del problema dell'accumulo di acido isocianurico
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Eliminazione del rischio di eccessivo dosaggio di disinfettante
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Nessun prodotto a contatto (negli skimmer) con l'acqua
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Nessuna irritazione agli occhi o alla pelle.
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Un processo ecologico, perché a partire dal sale, si produce del disinfettante che si ritrasforma in sale, una volta eseguita la sua azione.
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Uomo e acqua. Una complicità millenaria che trae origine dalle forze vitali della natura. Poi, nel XX°secolo, Jacuzzi® inventa l’idromassaggio e il legame ancestrale evolve in emozione esclusiva, puro benessere da condividere gioiosamente con gli altri. Jacuzzi® rivisita in chiave contemporanea l’antico concetto della Salus per Acquam e applica l’idromassaggio alla moderna SPA: un prestigioso universo di sensazioni condivise da vivere ovunque, d’estate come d’inverno, in casa o all’aperto, con chi vogliamo, in qualsiasi contesto, a tutte le età. Una delle massime espressioni di piacere dell’idromassaggio e del design è: Skyline Profile. PROFILE. Profile non è solo una Spa, ma è l’unica spa dotata di griglia di sfioro ad uso privato. Contraddistinta da forme pulite, squadrate e morbide che la rendono sia dolce che ribelle a seconda di come la si vuole “vivere”... La sua ambizione è quella di aiutare coloro che vi si immergono ad evadere dalla routine, a spogliarsi da tutte le tensioni e ad aiutarli infine ad aprire le proprie confidenze, le proprie emozioni. Dotata di Lounge, di stereo con subwoofer e middle-tweeter in posizione surround, di getti con copriflangia inox, blower con aromaterpia, illuminazione a cromia variabile, ozonizzatore. Per la maggiore facilità di utilizzo il sistema di filtrazione è a cartuccia in pressione. Profile: una soluzione completa per chi desidera isolarsi da tutti tranne se stessi.
Uomo e acqua. Una complicità millenaria che trae origine dalle forze vitali della natura. Poi, nel XX°secolo, Jacuzzi® inventa l’idromassaggio e il legame ancestrale evolve in emozione esclusiva, puro benessere da condividere gioiosamente con gli altri. Jacuzzi® rivisita in chiave contemporanea l’antico concetto della Salus per Acquam e applica l’idromassaggio alla moderna SPA: un prestigioso universo di sensazioni condivise da vivere ovunque, d’estate come d’inverno, in casa o all’aperto, con chi vogliamo, in qualsiasi contesto, a tutte le età. La massima espressione di piacere dell’idromassaggio e del design sono le ultime notivà: Santorini Pro e Delios. SANTORINI PRO. Nasce Santorini Pro, la nuova Spa che dà il via all’avanguardia estetica firmata Jacuzzi® e trae ispirazione dalle nuove tendenze del design contemporaneo. La ricerca Jacuzzi® esalta l’esperienza del benessere e dedica all’outdoor domestico materiali sofisticati, linee più sobrie, una concezione più attuale, prestazioni ottimizzate e l’innovazione delle Spa di ultima generazione. La finitura in rovere e le venature orizzontali, in linea con le ultime tendenze dell’arredamento, danno a Santorini Pro un aspetto raffinato e un carattere unico. Si armonizza con lo spazio circostante, trasformando giardini e terrazzi in ambienti di grande personalità, accoglienti, ideali per il benessere. Estetica minimal, che si evolve in coerenza con gli ultimi trend dell’arredamento, massima pulizia e morbidezza delle linee.
PULIZIA DEL FONDO MEDIANTE SCOPA ASPIRAFANGO
La piscina valorizza l’abitazione creando un piacevole effetto estetico nel giardino. Per questo motivo è indispensabile, oltre a mantenere l’acqua sempre pura e cristallina, anche pulire la piscina ed i suoi accessori da depositi che possono diminuirne la bellezza e l’attrazione. Questo è il caso del cosiddetto fango,che si forma sul fondo della vostra piscina, il miglior strumento per la vostra piscina (dopo il robotino) è la scopa aspira fango, ottimo per la pulizia del fondo.
COME UTILIZZARE LA SCOPA:
Inserire a pressione un’estremità del “tubo flessibile galleggiante” nell’apposito raccordo posto nella parte superiore della “scopa aspirafango”. Inserire la “scopa aspirafango” montata sul “manico telescopico in alluminio” nel punto più basso della piscina e togliere l’aria interna dal “tubo flessibile galleggiante” appoggiando l’altra estremità del tubo flessibile ad una bocchetta di immissione. L’acqua che esce dalla bocchetta entrando nel “tubo flessibile” farà uscire l’aria che si trova nello stesso dalla “scopa aspirafango” posta sul fondo della vasca. Quando non si vedranno più uscire bollicine d’aria dalla “scopa aspirafango” significherà che il tubo è pieno d’acqua e quindi si può procedere al collegamento del “tubo flessibile”alla presa spazzola o all’aspirazione di uno skimmer.
Se la piscina ha più di uno skimmer sarà necessario chiudere, con gli appositi tappi, tutti i fori di aspirazione dei medesimi salvo quello in cui verrà introdotto l’estremità del “tubo flessibile”. Tale operazione garantirà la massima aspirazione possibile dall’unico skimmer lasciato aperto.
Nel caso si utilizzi l’aspirazione dallo skimmer non sarà necessaria nessun altra operazione, mentre nel caso si utilizzi la presa aspirafango sarà necessario:
- spegnere la pompa di filtrazione - chiudere la valvola d’ intercettazione degli skimmer - aprire la valvola d’intercettazione della presa aspira fango - avviare nuovamente la pompa
(questa operazione va eseguita anche alla fine dell’operazione per riaprire la valvola degli skimmer e chiudere quella della presa aspira fango)
Evitando di fare entrare aria nel “tubo flessibile” (tappandolo ad esempio con il palmo di una mano) inserire l’estremità del medesimo nell’apertura dello skimmer dal lato dell’acqua della piscina e quindi nel foro di aspirazione del medesimo posta sotto il cestello. Spostare regolarmente e lentamente, per non fare alzare lo sporco, la scopa aspirante sul fondo e sulle pareti della piscina.
Finita la pulizia staccare l’attrezzatura e riporla.
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